Giornale di Sicilia, Venerdì 5 marzo 2010
Comune. Nuove regole da gennaio solo volontari. L’assessore: entro marzo tutto ok.
L'assistenza ai ragazzi. C'è il bando tutti fermi.
Chiusi 35 centri aggregativi per minori e adolescenti. Alla porta ci sono 2.500 ragazzi e circa 400 operatori sociali che aspettano. Sono 35 i centri aggregativi per bambini, adolescenti, disabili ed extracomunitari in attesa dell'esito del concorso indetto dal Comune per la selezione delle strutture.
Per anni i centri, in base alla legge 285 del '97, hanno aiutato i piccoli a fare i compiti. Sono stati il punto di riferimento per le vittime di violenza sessuale. Hanno garantito agli extracomunitari il servizio di assistenza sanitaria e burocratica per il disbrigo delle pratiche legate al permesso di soggiorno, hanno creato delle comunità per i disabili senza famiglia.
Anni di sacrifici che adesso rischiano di svanire perché dal l" gennaio i centri sono chiusi. Ma solo sulla carta Perché la maggior parte dei team continua a lavorare in maniera volontaria.
Il motivo della chiusura non sono i soldi. Queste strutture ricevono ogni anno 5 milioni che lo Stato eroga per finanziare il “Fondo nazionale per l'infanzia e l'adolescenza”.
Da quando sono sorti, l'amministrazione ha prorogato i contratti. Questa volta il comune ha messo a bando i 35 centri. A detta delle associazioni il bando andava fatto. Sarebbe mancata la capacità organizzativa che evitasse il vuoto tra la data di chiusura e I 'inizio delle nuove attività. “Premieremo i meritevoli, ma non c'è un diritto acquisito dei vecchi centri- rispondel 'assessore alle Attività sociali Raoul Russo. Non potevamo ancora una volta procedere con la proroga”.
I progetti verranno valutati dall'amministrazione in base a una graduatoria elaborata sulla qualità dei progetti, sul curriculum e sull’esperienza dei proponenti.
Le associazioni prevedono almeno tre mesi per l'apertura delle buste. “Entro marzo ce la faremo – assicura Russo - Cercheremo di erogare un finanziamento per coloro che stanno lavorando in maniera volontaria”. Il bando prevede nel quartiere Zisa-Noce la creazione di un solo centro per immigrati. Con il risultato che una delle due strutture attualmente presenti niella zona scomparirà. “È stata una valutazione che ha fatto il gruppo tecnico, prima che diventassi assessore”, risponde Russo. Dicono Giovanni Bovì, presidente di "Polis” e Santina Soldano, maestra: “Il nuovo centro dovrebbe ricominciare daccapo”.



